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martedì 21 luglio 2009

Il PD non ha Grilli per la testa

La richiesta di Beppe Grillo di candidarsi come segretario del PD alle prossime primarie non sarà (naturalmente) accolta. In fondo la cosa è comprensibile; dopo aver detto peste e corna del partito e aver dichiarato che l'unica forza decente è L'Italia dei Valori, il Beppe si è meritato l'uscita laconica e sgrammaticata di Gentiloni, ieri mattina su Radiotre: "facesse il segretario dell'IDV" (a proposito: non siete stufi del "romanesco ufficiale" che sempre più spesso compare sulla bocca di politici e giornalisti e storpia tutti i congiuntivi? Facesse al posto di faccia, andasse al posto di vada. Fanno vomitare, andassero a quel paese!).
Non credo che molti simpatizzanti o tesserati del PD avrebbero votato per Grillo, ma mi sembra davvero pusillanime non ammetterlo a delle elezioni primarie che dovrebbero essere la massima espressione della volontà popolare e della democrazia e che, a mio parere, dovrebbero essere aperte a tutti coloro che lo chiedano e che abbiano un programma e/o un manifesto politico. Anziché vedere il bluff di Grillo, i nostri amici Democratici si sono affrettati a cercare i motivi formali per non averlo tra i piedi. E per Beppe è perfetto, meglio delle elezioni, viste anche le apparenti reazioni di molti del popolo della sinistra.

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