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mercoledì 2 settembre 2009

Feltri, Boffo e la libertà di pensiero

Rientro dalla Spagna e trovo la stessa spazzatura che avevo lasciato. In più, adesso, scopro (ma senza sorprese) che il direttore di un giornale non di partito e non certo classificabile come schierato da una sola parte può essere screditato e, forse, messo a tacere con "rivelazioni" più o meno veritiere sulla sua condotta morale e sulla sua condanna del 2004 per molestie (telefoniche, non sessuali, ma certo niente di cui andare fieri). Il sistema sembra parte della trama di un film sulla CIA e invece è ben noto al signor Feltri, attuale direttore de "Il Giornale" di proprietà Berlusconi e tempo fa di "Libero", da lui fondato e sostenuto di fatto grazie al finanziamento pubblico (come "il manifesto") in quanto prima organo del Movimento Monarchico Italiano, in seguito trasformato in cooperativa e poi - udite udite! - in ONLUS. Ora, dal giornale dei Berlusconi, il suo paziente lavoro è ancora più facile. Ogni volta che arrivano critiche - fondate e giustificate che siano non ha importanza - al nostro Leader Maximo o a qualcuno a lui vicino, si ribatte di non dire sciocchezze o si ignorano le suddette sciocchezze? No, meglio. Si cerca qualche neo nella vita dell'autore delle suddette critiche, il quale viene fatto oggetto di aggressioni verbali e addirittura di campagne orchestrate da non si sa bene chi, come quella della Telecom Serbia o delle Coop rosse. Una volta (?) ciò avveniva anche grazie all'apporto dell'ex vicedirettore di "Libero" ed ex giornalista de "Il Giornale" Renato Farina, agente avventizio dei Servizi Segreti italiani nonché - pensate un po'!? - proprio della CIA già menzionata.
N.B Non ho nessun interesse a difendere Boffo o il giornale "L'Avvenire". Non mi piace come non mi piacciono Santoro, la falsità, la religione, il lambrusco e Wilbur Smith.

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