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lunedì 19 ottobre 2009

C'è del marcio, ma non puzza per tutti

All'inizio di settembre, scrivevo della simpatica attività del Giornale di Feltri e Berlusconi contro Boffa; ora tocca al giudice Mesiano, attraverso Canale5. È colpevole di aver imposto alla Fininvest un risarcimento di settecentocinquanta milioni di Euro nei confronti del gruppo De Benedetti. Come poteva passare impunemente quest'atto evidentemente politicizzato e fazioso del giudice (comunista..?)? Lasciamo perdere il fatto che la Fininvest ha acquisito Mondadori, secondo la sentenza definitiva, con l'aiutino di un giudice corrotto (da Previti) strappandola così illecitamente al gruppo di De Benedetti; lasciamo perdere che i soldi venissero dal conto All Iberian della Fininvest, sempre secondo i magistrati; lasciamo perdere che il Premier sia stato prosciolto per intervenuta prescrizione e non assolto, come lui e altri ama dire. Ma arrivare a stabilire in sede civile un notevole risarcimento per tutto ciò, mostra evidente e minacciosa l'ombra del complotto, magari internazionale.
Intanto, la sentenza passa in giudicato, l'ex legale e amico di Berlusconi si becca altri mesi di galera, da sommarsi ai sei anni avuti per un'altra sporca vicenda di corruzione e di fondi neri. E dove sta la morale? non c'è. Secondo una parte, dire che qualcosa puzza è solo antiberlusconismo e faziosità. Ormai questa è la parola d'ordine. Ma riflettendoci bene, probabilmente i veri faziosi sono i sostenitori a tutti i costi del Leader Maximo nostrano: dato che solo grazie a lui possono governare, gli parano le spalle in ogni modo. C'è del marcio in Danimarca? L'importante è che non sia il cibo sul piatto dei commensali.

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