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martedì 31 agosto 2010

Parere obbligatorio e inutile

Il mese scorso, in seguito a un ricorso del sindacato SNALS, il TAR del Lazio aveva sospeso due importanti decreti della riforma degli istituti tecnici e professionali del ministro Gelmini (Ordinanza del TAR del Lazio n. 3363 del 19 luglio 2010), e si è arrivati a un passo dal caos. I decreti in oggetto, infatti,  impongono la riduzione senza gradualità degli orari delle lezioni da 35-40 ore a 32 ore per le classi seconde, terze e quarte, cioè, eccettuate le quinte, quelle già avviate prima della riforma; nel contempo, ridefiniscono chi deve insegnare cosa e come impiegare il personale in esubero, dato che, nella nuova situazione, si vengono a determinare numerose eccedenze di docenti nei tecnici e nei professionali.

Immaginatevi la situazione: le ore di agronomia o di contabilità sono 6 o 3 alla settimana? Vedremo. Il docente di lettere sarà Tizio come l'anno scorso, o Caio che aveva l'altra sezione ma perde parte delle ore? Non è deciso. Se si ammala un docente i ragazzi usciranno per impossibilità di sostituirlo o ce ne sarà uno in esubero che resterà a scuola? Chissà. L'orario delle lezioni? Bisogna aspettare. Le ore saranno di 50 o 60 minuti? Boh. Bisogna comunicare l'ora di uscita per organizzare i trasporti pubblici? Più in là, ora non sappiamo niente.

La questione sollevata dallo SNALS e recepita dal TAR era puramente formale: non era stato acquisito in via preventiva il parere, ancorché non vincolante, del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, così come vuole la legge.

Ora, il parere obbligatoriamente richiesto è arrivato (Adunanza del CNPI 26 agosto 2010 - Pareri prot. nn. 6055 e 6056 del 26 agosto 2010). Ne cito solo alcune conclusioni.

Sulla razionalizzazione e l’accorpamento delle classi di concorso a cattedre  (n. 6055), il CNPI esprime parere favorevole limitatamente all'accoglimento delle proprie richieste, che riguardano la rielaborazione del regolamento con principi e criteri chiari e condivisibili, con un adeguato raccordo tra titoli dei docenti e materie da insegnare e senza eccedere con accorpamenti e confluenze di classi di concorso.

Sulla riduzione dell'orario “in itinere” delle classi intermedie (n. 6056) si legge testualmente:
“Il CNPI ritiene che i provvedimenti in esame siano destinati a generare confusione e  disorientamento nell’intera comunità scolastica.
“Permane inoltre il rischio di una frammentazione dell’offerta formativa e di una  gestione approssimativa dei percorsi di studio, a tutto danno degli alunni traditi nel loro  diritto alla continuità educativa e costretti a patire la provvisorietà e la precarietà di  provvedimenti che appaiono estranei alla funzione istituzionale della scuola ed alle attese  della società civile e del mercato del lavoro.
“Per tali motivi, il CNPI esprime parere contrario circa l’attuazione dei decreti in  oggetto e invita l’Amministrazione a rettificare i decreti interministeriali già emanati, in  assenza dell’obbligatorio parere del CNPI. ”

Ottenuto il parere necessario, il Ministero non ha più vincoli nell'attuazione di quanto già decretato, salvo la decenza di dare seguito almeno in parte alle osservazioni e richieste del CNPI. Lo farà? No, sembra ormai evidente che tutto è già deciso e resterà invariato.

Auguri agli studenti che da domani cominciano (se non promossi direttamente a giugno) gli esami di “riparazione” e, data la situazione, anche a tutti gli altri.
N.B. Fonti: Orizzonte scuola.it e La Tecnica della Scuola.it , due tra le principali riviste online del settore.

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