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martedì 15 marzo 2011

No leader no party?

La ricerca di un leader, secondo alcuni osservatori, mette in difficoltà la sinistra (alcuni evitano deliberatamente di dire centro-sinistra, sperando così di spaventare qualche elettore...) in vista delle elezioni, che, peraltro, si sono notevolmente allontanate. Io vedo in modo assolutamente negativo questa visione della politica, e concordo con Bersani (non lapidatemi..!) quando dice che si rifiuterà di mettere il proprio nome su una scheda elettorale sotto il simbolo del PD. La democrazia dovtrebbe essere altro che affidare il proprio destino a un leader (addirittura un “papa straniero”, dicono quelli che sono sempre bene informati). Dovremmo poter scegliere (e intendo proprio scegliere, non farcele raccomandare tra gli amici di qualcuno) un gruppo di persone oneste, intelligenti, pratiche e informate, che
sappiano di cosa il Paese ha bisogno non perché un raggio di luce li ha colpiti e folgorati sulla via di Monte Citorio, ma perché sanno leggere le istanze dei cittadini e della società e hanno non solo il coraggio di proporre agli elettori le proprie scelte ma anche di metterle in discussione in parlamento, posto che questo sia la suprema rappresentanza della cittadinanza (cosa che ultimamente è alquanto dubbia). Sarebbe già qualcosa se riuscissero ad evitare di ritenersi salvatori della Patria, di considerare il Parlamento una pastoia inutile e dannosa, la Corte Costituzionale un'emanazione del Comintern, i magistrati come la banda Baader-Meinhof e l'opposizione come un complotto giudaico-massonico per ribaltare il sacrosanto diritto divino di governare a tutti i costi (pagati da noi).

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