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martedì 15 marzo 2011

Spegnamo il motore e accendiamo il cervello

Ieri mi è arrivata l'ennesima email (sarà almeno la quarta in alcuni anni, sempre uguale) che propone di boicottare Exxon (Esso da noi) e Shell (e perché non BP che ha inquinato il Golfo del Messico?), sfruttando il nome di Beppe Grillo come “referenza”. Non metto la mano sul fuoco che il Grillo nazionale non abbia anche proposto, a suo tempo, un'iniziativa del genere, tra le tante non sempre condivisibili che il suo vulcanico cervello riesce a escogitare. Resta il fatto che non ne trovo traccia nel suo blog e che comunque la mail viene riproposta ciclicamente da qualche ingenuo. Be', è ora di finirla con lo spam che sfrutta una presunta iniziativa presumibilmente proveniente da un probabile opinion-maker (ma secondo me è un'iniziativa di un imbecille). Primo: i consumi mondiali di petrolio sono regolati su quelli degli Stati Uniti, primo consumatore al mondo di petrolio, e, forse, ultimamente, da Cina e India, che però usano anche molto carbone e altri combustibili fossili; proviamo a convincere gli americani a non comprare benzina da Exxon e Shell. Secondo: il prezzo alla pompa della benzina è per la maggior parte costituito da imposte (accise: vedi ad esempio lastampa.it o il documento ufficiale dell'Agenzia delle Dogane); si tratta di circa 56 €cent al litro per la benzina e 42 €cent per il gasolio.
E' sicuramente una gabella notevole, ma io personalmente ritengo che, pur potendo discutersi sulla sua entità, un'imposta sui combustibili da petrolio sia opportuna: prezzi alti dei derivati del petrolio rendono convenienti altre soluzioni spingendo la ricerca e l'innovazione a orientarsi anche su altre forme di energia e alternative altrimenti non abbastanza convenienti e appetibili. Non credo che se i prezzi fossero bassi avremmo avuto incentivi sulle rinnovabili, prototipi di motori a idrogeno, elettrici e ad aria compressa (!) e auto sempre più efficienti con meccanismi tipo "stop and go", anche se andrebbe considerata pure la spinta in tal senso derivante dal riscaldamento globale e dall'eccesso di emissioni che troppo spesso blocca la circolazione delle città e provoca danni alle persone e ai monumenti. Terzo: chi invia e inoltra queste mail senza rifletterci su dovrebbe ragionare sul fatto che forse la prima cosa da fare per risparmiare sui carburanti e per far scendere il prezzo del petrolio sia proprio consumare di meno, facendo scendere la domanda. Andare a piedi, in bicicletta, usando mezzi pubblici ogni volta che sia possibile; parcheggiando un po' più distante anziché girare in tondo finché non si libera il posto di fronte e spegnendo il motore quando si entra in tabaccheria lasciando la macchina in doppia fila; spegnendo le luci superflue a casa, migliorando l'efficienza dei riscaldamenti e coibentando meglio le abitazioni; usando pannelli solari per l'acqua calda, riducendo la temperatura della lavatrice e spegnendo tutti gli apparecchi in stand-by non utilizzati. Quando avremo fatto tutto questo, allora ne riparliamo.

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