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mercoledì 15 giugno 2011

È primavera anche in Italia?


Il profilo facebook di Giorgio "Genio" Stracquadanio ha subito un'impennata, tanto che ha dovuto bloccare i commenti e quindi, proprio adesso ho controllato, li ha eliminati tutti. Ce n'erano 95 fino alle 19, e non erano proprio lusinghieri. Ora il suo profilo è completamente vuoto, con solo la sua faccia in bella vista, chissà quante visite, adesso. E tutto solo per questo:
In queste ore, anche il profilo FB del ministro Brunetta è fatto oggetto di commenti (erano 6322 alle nove di sera, immagino che siano opera de “la parte peggiore d'Italia”) alla sua spiegazione su quanto accaduto ieri al convegno “I Giovani Innovatori”.
Incredibile quanta gente astiosa, faziosa, pronta a odiare e, soprattutto, comunista, c'è in giro. Un alunno della mia scuola ha detto da poco: bisogna mandare via gli insegnanti comunisti! Ha 14 anni, è in prima.
C'è molto sconcerto, molta rabbia, tanta frustrazione,
da una certa parte. Bisogna capirli. Di questo passo finisce che non riesci più a farti rieleggere, pardon, reinserire nel listone bloccato dal capo; niente più Floris il martedì né Santoro il giovedì (ma quello era già andato...); forse non sarà più possibile rimediare la paghetta per votare la leggina o la fiducina; magari niente più inviti a convegni e a seminari a farci belli dicendo di non aver mai letto un libro né volerlo fare, perché la cultura è di sinistra e a noi non c'interessa che dobbiamo sollevare il PIL.
Tenterò, seguendo l'esempio così riuscito di Fazio e Saviano, di fare un elenco ragionato di questa fauna, nuova o già esistente da millenni, indebolita dalle “sberle” o sempre in gamba, ancora forte o in via di estinzione, sdoganata da Berlusconi pur di governare, pardon, pur di stare al governo a tutti i costi.
  • Liberisti duri e puri, pronti a diventare morbidi e creativi se c'è la crisi pur di non mettere le mani nelle tasche degli Italiani... che contano: diciamo dai 300.000 EUR in su;
  • Ciellini della Compagnia delle Opere, ovvero il lato affarista della carità; pazienza se, come ho sentito dire, qualche firmetta sulle liste di Formigoni per la regione Lombardia non era proprio genuina;
  • più-o-meno-ex fascisti, finiti a occupare finalmente posti di controllo e persino i ministeri della Gioventù (non il Fronte, eh!) e della Difesa (del resto “... è la spada che lo difende!”);
  • nordisti razzisti (ma, sia chiaro, solo perché gli altri sono negri meridionali);
  • nazionalisti antieuropei che rivogliono la lira perché ai bei tempi, con le continue svalutazioni, hanno costruito fortune senza seccature come la concorrenza internazionale. Ora che ci sono i prodotti cinesi, infatti, vogliono anche il dazio. Rivorranno anche lo ius primae noctis?
  • nani che, come dicevano De André e Masters, non vedono l'ora di farla pagare a chiunque gli capiti a tiro purché non possa reagire, ad esempio lavoratori e precari della pubblica amministrazione;
  • ...e ballerine, citando il compianto (non da me) Craxi: ce ne sono ovunque, dal “Grande Fratello” al TG1 al Ministero delle Pari Opportunità;
  • Berlusconiani, Capezzoni e Stracquadani; Padani e non ci sono Paragoni; Finiani non proprio Mussoliniani; neo-Democristiani e vetero-DeMichelis; Casini per Scilipoti, veline per Minzolini, Elefantini di Feltri;
  • le virtù: Fede, indecenza e ilarità;
  • Piduisti, Pitreisti e, ultimamente, Piquattristi;
  • IlGiornale, IlSecolo (nuova gestione!), Libero, L'Opinione, IlPredellino, IlFoglio, TG1, TG4, TGcom, Zapping, Matrix, L'UltimaParola, QuartoGrado.
Il loro Grande Capo sostiene che ha perso perché la paura del nucleare ha condizionato tutti (ha costretto anche a votare contro il legittimo impedimento?). Belpietro l'Antipatico, condottiero come Scipione l'Africano e Quinto Fabio Massimo Il Temporeggiatore, afferma che il PD ha perso le amministrative perché i candidati sindaci erano tutti espressi da altre forze politiche (ben sapendo che le primarie del PDL sarebbero ben altra cosa... e guai a chi non è d'accordo). Insomma, il livore contro la sconfitta non cambia mai: fa venir voglia di cercare urgentemente il capro espiatorio, si mente persino a se stessi (e soprattutto agli altri, ma a questo mi sa che ci siamo abituati).
Chiamano gli altri faziosi e di parte; ma li avete visti? Urlano davanti alle telecamere, insultano gli avversari quando non hanno altri argomenti, danno calci da dietro a chi fa domande scomode, e vanno via sotto scorta; minacciano querele ai reporter ficcanaso, ma poi a telecamere spente non se ne sa più nulla.
Bocciano iniziative, proposte, comportamenti e scelte in nome di un'etica e una morale che non sanno nemmeno che cosa sia.
Rischiano di affossare le poche cose decenti di questo Paese. La scuola pubblica senza mezzi va bene per la gente miserabile, quella privata, seria, è per i nostri figli, hanno deciso; fanno di tutto per obnubilare le coscienze e lo spirito critico con un po' di tette rifatte, di gambe lunghe e di addominali “scolpiti”; vogliono sminuire la Resistenza accomunando un po' di fascisti volontari della Repubblica di Salò con i Partigiani, paragonando le decine di stragi dei nazifascisti con qualche episodio odioso e sbagliato ma non certo assurto a regola e norma.
Mettono sullo stesso piano un'ideologia farneticante che parlava di razze superiori e Untermenschen, di impero coloniale e di autarchia, di odio e sopraffazione con un'altra che, pur fallita nell'applicazione pratica, personificata da personaggi orribili e esecrabili come Stalin e Pol-Pot, partiva come percorso verso la libertà e l'eliminazione delle disuguaglianze e dello sfruttamento, in qualche modo muovendo dalla rivoluzione francese e americana e andando oltre.
Credono che il mercato possa sistemare tutto, e che alla prima possibilità di arricchirsi chiunque getti a mare il retaggio della tradizione, di quelle radici cristiane che questi ipocriti tirano fuori a ogni piè sospinto, e di quel socialismo che è parte ancor più importante del pensiero laico europeo. Sono certi che tutti vogliano salire sul carro del vincitore e sul cadavere del rivale, che vogliano lucrare sul lavoro nero dell'extracomunitario. Sono convinti che davanti ai quattrini si dissolve tutta la solidarietà e la fraternité per lasciare posto alla giungla dei predatori.
Ho pensato che avessero ragione per parecchio tempo, volevo andarmene da questo schifo di paese. Ora non ne sono più così sicuro. Vedremo.

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