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lunedì 25 giugno 2012

Bavaglio 2

“Anche il Quirinale vuole il bavaglio” (Mi permetto di virgolettare anche se in realtà la frase non è stata formulata esattamente in questo modo. Ma tanto, non lo fanno sempre anche i giornalisti?). Il Fatto Quotidiano è molto incazzato, come al solito con quell'atteggiamento che ce lo ha reso così simpatico o antipatico, secondo i punti di vista. Da una parte sta chi gli riconosce la capacità e il coraggio di diffondere notizie scomode, dall'altra chi spesso non sopporta quell'aria di superiorità e di portatori di Verità: «noi pubblichiamo a tutti i costi ciò che dà fastidio al Potere e perciò siamo gli unici duri e puri» (vedi anche il disprezzo verso “Il Pompiere della Sera” e il “Grande Vecchio” Scalfari). Io mi trovo sempre di più nel secondo gruppo, ma penso che in realtà molti si trovino in mezzo al guado. Il 'Fatto' è uno dei primi che vado a leggere online (ma non l'unico), ha un formato digitale accattivante e vi scrivono molti commentatori dalla buona penna. telefonino Forse un po' meno di bravi reporter e giornalisti a tutto tondo, ma è l'abbonato che sarà giudice, dato che, assieme alla pubblicità, egli è la principale fonte di sostentamento. E anche questo è positivo.
Ma torniamo al Bavaglio. Il Quirinale ha detto una cosa che ritengo in parte condivisibile, ma con una sorprendente tempistica: conoscendo Napolitano è strano trovarsi a dire che è stato 'intempestivo'. Riportare con urgenza la questione della legge sulle intercettazioni è di per sé opinabile, forse per qualcuno è anche giusto, ma dirlo quando c'è di mezzo uno “scandalo intercettazioni” ambientato al Colle è senz'altro fuori luogo. Certamente in molti siamo stufi di leggere stralci (e, sì, anche trascrizioni integrali)
che non sempre danno un'idea corretta della situazione. Vorremmo che fossero i processi a dare la versione definitiva, senza previe autorizzazioni parlamentari, e senza giudizio e sentenza preconfezionati. È però anche vero che siamo il paese di Ustica, di Piazza Fontana e Piazza della Loggia, di Pecorelli e Pinelli, di Enrico Mattei, di Licio Gelli e di Silvio Berlusconi.
Proibire le interviste ai magistrati, la pubblicazione del nome del magistrato responsabile di un certo procedimento e la sua foto, mi sembra da paranoia. Mi piacerebbe però molto che i magistrati inquirenti avessero il buon gusto di non concedere interviste circa il lavoro ancora in corso o riguardo ai colleghi. Ma siamo il paese di... l'ho già detto.
Mi piacerebbe anche che i giornali fossero capaci di dare notizie e commenti in modo organico ma ben distinto. E mi piacerebbe che non pubblicassero proprio tutto in nome della notizia e della frase abusata “la gente deve sapere”. Ma non glielo imporrei per legge e non mi piace che qualcuno voglia farlo, specialmente quando questo Qualcuno ha una quantità di scheletri nell'armadio da riempire un ossario. Ma siamo nel Paese di cui sopra.
Mi piacerebbe anche che le 'notizie' presenti sulla rete e diffuse per email fossero accurate e verificate, che quelle false o inesatte fossero rettificate, smentite o, meglio ancora, ritirate dagli autori, e che costoro fossero a loro volta inseriti in una blacklist di fabbricanti o diffusori di “Bufale”. Ma non mi va per niente che qualcuno voglia costringere un blogger a inserire una rettifica entro 48 ore semplicemente su richiesta di qualcuno, quando è sufficiente che l'interessato inserisca un commento (come quasi sempre è possibile) per criticare o correggere o smentire quanto è stato scritto (purché il commento sia abbastanza evidente e non nascosto). Un blogger deve stare attento a ciò che scrive ma non è un giornalista, deve essere chiaro a tutti che l'attendibilità di ciò che si scrive su un blog o su un profilo di social network non può essere preso per certo senza verifiche. Forse la cosa migliore sarebbe che ogni blog o sito che contiene notizie e informazioni abbia una premessa ben evidente: “Tutte le notizie e le info contenute in questo blog sono corredate di fonte oppure sono da considerarsi «ancora da verificare». Il curatore o autore di questa pagina si assume la responsabilità solamente di queste ultime e dei propri commenti e interpretazioni.” Ma ritengo improbabile che funzioni, dato che siamo il Paese che siamo.

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