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venerdì 22 giugno 2012

Ancora il bavaglio?


In questi giorni, su Wikipedia compare nuovamente, in apertura, una nota e ammonimento ai lettori circa la possibilità che i siti come quello vengano denaturati e edulcorati a causa della legge in esame in parlamento circa l'obbligo di rettifica (link sulla stessa nota di W.).Wikipedia Sebbene quest'obbligo, sancito anche dal codice civile, sia giusto e sacrosanto, è importante che i siti informatici non siano messi sullo stesso piano delle pubblicazioni giornalistiche, delle televisioni e delle radio. Basta "sfogliare" Wikipedia per comprendere che sarebbe assurdo se ogni affermazione, anche ripresa pari pari da altre fonti, dovesse essere obbligatoriamente affiancata (ed entro 48 ore dalla richiesta) da una rettifica o confutazione, voluta da qualcuno che si ritenesse danneggiato, senza un'entità terza (giudice, mediatore, garante) che stabilisca la correttezza della richiesta. Tanto varrebbe fare le valige (realmente o in senso metaforico) e trasferire il proprio sito web e la propria persona in Islanda (o in Ecuador...).

Ecco il significato dell'immagine gialla "No alla legge bavaglio" che continua a campeggiare sul frontpage del blog.
mietitura del frumentoPerò, da un altro punto di vista, sono anche convinto che sia necessario fare in modo che sulla Internet "libera" non vengano tollerate (da chi ne usufruisce) notizie deliberatamente false e tendenziose, e soprattutto si deve fare in modo che non vengano bevute come acqua fresca dai numerosi sprovveduti, magari molto giovani, che affollano le pagine dei social network. Per quello che vale, ho da tempo avviato una mia campagna personale contro le menzogne, le idiozie e le sciocchezze sul web (particolarmente su FB) o tramite catene di email. Una delle ultime di cui ho avuto notizia è quella della presunta appartenenza della Barilla agli americani (falso), della presenza di OGM nelle farine da essa utilizzate (smentita dagli interessati) e di micotossine, non dimostrate in alcun modo. Non è che voglia difendere Barilla, ma, come successe tempo fa alla Danone, della quale non ho mai consumato un prodotto in vita mia, mi indigna che qualcuno metta in giro pericolose falsità e cretinate solo perché, nell'ordine: ha una lingua e un telefono e/o sa scrivere (intendo solo che sa mettere delle lettere una dietro l'altra per dare un senso comprensibile alla frase) e ha un computer connesso.
Credo fermamente che debbano essere gli stessi utenti della rete (popolo della rete è un'espressione che odio) a produrre gli anticorpi per neutralizzare queste infezioni, apparentemente poco importanti ma, in realtà, causa di problemi a catena tra i quali proprio questo simpatico disegno di legge dell'allora ministro della giustizia Alfano (ben poco rimpianto dal sottoscritto).

Immagini da Wikipedia, l'enciclopedia libera (speriamo ancora per molto...)

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