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mercoledì 27 febbraio 2013

Un'occasione più unica che rara

Sono rimasto sconcertato e deluso nel vedere che la proposta, ad esempio su questa pagina facebook, di trovare dei punti di convergenza tra il gruppo parlamentare PD-SEL e il gruppo M5S è oggetto (per la verità non da parte di tutti gli esponenti a cinque stelle) di sarcasmo, livore e disprezzo, come se il governo del Paese non sia un affare che riguarda i nuovi arrivati al parlamento. Inoltre, con atteggiamento sprezzante, da alcuni tale possibilità di accordo è considerata subordinata all'accettazione di tutti (leggasi tutti) i punti che sarebbero in tal caso “imposti” da Grillo e dai suoi, comprese le controverse questioni della TAV, del reddito di cittadinanza (ottimo ma siamo realisti e troviamo prima le risorse) e dell'Euro/Unione Europea. Ho notato invece che lo stesso disprezzo
non si manifesta nei confronti di Antonio di Pietro, al quale lo stesso Grillo ha espresso solidarietà con i giornalisti davanti a casa sua, come se la famosa casta sia costituita solo da chi non è sdoganato dal capo. E non mi pare che si tratti di personaggio esente da colpe.
È ovvio che parecchi, spero non troppi, degli esponenti ed elettori del Movimento fondato da Grillo non si rendono conto di cosa significa governare e trovare soluzioni politiche ai problemi, specialmente quando non si ha la maggioranza assoluta dei seggi o non si è attuato un colpo di stato. Premetto che capisco bene e condivido il parere negativo su una parte dell'attività della sinistra negli ultimi vent'anni. L'aver permesso il secondo governo Berlusconi per non aver subito fatto una legge contro il conflitto di interessi, il non aver cambiato subito la legge elettorale, non aver portato a compimento le liberalizzazioni che lo stesso Bersani aveva cominciato come ministro del governo Prodi, e soprattutto aver nel complesso condiviso la vergogna dell'aumento senza freni e senza ritegno dei compensi e rimborsi dei parlamentari e aver sempre avuto un'eccessiva commistione con enti e entità che dovrebbero essere estranee alla politica intesa come competizione elettorale, eccetera, eccetera. Ma se è vero che i problemi sono del passato, il presente ci regala una gigantesca opportunità: una maggioranza enorme di persone che, voglio credere e sperare, hanno davvero intenzione di cambiare l'Italia in meglio. E se è vero che Monti ci ha ridotti con le pezze al sedere, è evidente che la gestione sconsiderata e spesso truffaldina della destra di Berlusconi/Bossi e il mancato controllo e forse la parziale connivenza di una certa sinistra, sono state le principali cause del tracollo finanziario, economico e morale del nostro paese.

A un certo punto si è posto un problema: continuare a pagare gli stipendi della pubblica amministrazione (e non sto parlando solo dei soliti impiegati "fannulloni", ma anche di medici delle Asl, carabinieri, poliziotti, agenti penitenziari, magistrati, insegnanti, etc), i debiti pregressi e mantenere una certa spesa corrente (sia pure fortemente ridimensionata) per le opere e le attività pubbliche di base, o lasciare andare tutto in malora. Il problema non è stato risolto in modo soddisfacente, ma non siamo andati in fallimento, e questo non è poco dato che dovevano mettersi d'accordo nemici giurati (come il PDL e la sinistra) altrimenti niente da fare. So che il parere comune tra gli aderenti e simpatizzanti del M5S è che avremmo dovuto dichiarare il default, non pagare i debiti e uscire dall'Euro, ma ricordiamo che circa tre quarti di coloro che hanno votato a queste elezioni non sembravano dello stesso avviso. C'è davvero qualcuno che, pur comprensibilmente stufo e incazzato per la situazione, vuole decidere per tutti e imporre qualcosa alla maggioranza che, a torto o a ragione, non la pensa allo stesso modo? Che si sente depositario del Verbo? Magari pensandoci un po' su,  potrebbe risultare che non sia necessariamente la verità assoluta.

La TAV è davvero avversata dalla maggioranza degli italiani? Io non credo, ma soprattutto non credo che qualunque progetto venga messo in cantiere da un governo nazionale debba andare incontro sempre e comunque all'approvazione unanime di tutti gli abitanti della zona nella quale il progetto deve attuarsi.
Si deve uscire dall'Euro? Grillo proclama che bisogna fare un referendum e farlo decidere alla gente, ma il nostro Paese ha una costituzione che non ammette referendum popolari abrogativi su una serie di scelte riguardanti la politica fiscale e i trattati internazionali. Ed è un bene che sia così, altrimenti negli ultimi vent'anni avremo osservato un continuo tira e molla su Euro, Europa, ingresso dei paesi dell'est nell'Unione, impegni in Bosnia e in Libano e tante altre questioni condivisibili o avversabili ma decise da governi che erano legalmente delegati dagli italiani a prendere quelle decisioni. E poco conta che qualcuno sostenga che erano tutti dei ladri: non è vero e comunque non cambia la questione, a meno che non si creda che si possa sconfessare l'azione dei governi ogni volta che non coincide con il nostro sentire o non ci piacciono i suoi componenti.
Si devono bloccare e/o chiudere tutte le discariche? Sì, ne sono assolutamente convinto, ma è necessario avere un preciso programma e un progetto per un futuro, non può essere una questione del presente immediato. Altrimenti chi glielo dice, alla metà degli italiani che ancora non può o non vuole differenziare, che deve tenersi in casa tutto ciò che non è riciclabile ma che è stato comprato in buona fede? O che da ora in poi se non differenzia sarà multato? Temo, conoscendo l'Italia, che assisteremmo a un dilagare del fenomeno già preoccupante delle discariche abusive.
Si tratta di essere realistici: in un paese dove un terzo almeno dei cittadni continua a votare per una destra impresentabile in tutto il mondo e mostra di credere alle favole, è davvero possibile, senza la legge marziale e il coprifuoco, attuare in quattro e quattr'otto delle leggi che dubito che la maggioranza dei cittadini comprende e desidera? Il primo passo è tentare di far comprendere e desiderare il cambiamento. Insomma, le leggi non sempre si possono e si devono imporre subito però si possono, e a volte si devono, cambiare: questo è il momento di farlo, insieme, tutti quelli che ci credono.

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