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domenica 21 aprile 2013

La Penisola della paura


Uno degli spettacoli migliori degli ultimi anni, molto seguito dal pubblico, è andato in scena in questi giorni nei migliori schermi televisivi e monitor di pc.
Personaggi e interpreti:
  • La Casta degli Intoccabili, rappresentata da loschi figuri in giacca e cravatta armati di pezze d'appoggio per rimborsi e arroccati nel loro sinistro Palazzo.
  • Il Principe Idiota (in senso Dostojevskiano... o no?) di Piacenza, comandante dell'esercito Democratico, che crede di avere intorno compagni fidati e leali e si trova con “un traditore ogni quattro”.
  • L'Esercito Democratico, che parte quasi vittorioso e termina in rotta, spezzato in vari tronconi.
  • Il Mazziniano genovese, pronto a manifestare in piazza ogni volta che la Casta degli Intoccabili fa qualcosa. Qualunque cosa.
  • Gli Allegri Compari delle 5 Stelle, che, al comando del Mazziniano genovese, vogliono aprire con gli apriscatole le gabbie nelle quali si trova il popolo, ma in seguito capiranno che nelle gabbie il popolo ci si è infilato da solo.
  • Il Brigante della foresta di Arcore, che a ogni viandante racconta barzellette sconce, distraendolo e derubandolo per poi dire che è stato qualcun altro.
  • Il Cincinnato di Napoli, che, come il suo simile dell'antica Roma, viene richiamato dalla Repubblica e abbandona l'aratro e i nipotini.
  • Il capomafia don Rodrigo Baffuto, che ha deciso che le nozze (tra Prodi e il colle) non s'hanno da fare.
Trama. Il povero popolo triste è rinchiuso nelle gabbie della malvagia Casta degli Intoccabili, nelle quali, si apprenderà poi, è entrato volontariamente attirato da promesse di ricchezza e benessere. Mentre il Principe Idiota tenta di convincere gli Allegri Compari delle 5 Stelle a passare dalla sua parte
per combattere la Casta, il Mazziniano e il Brigante mettono in atto varie azioni di disturbo gridando a destra e a sinistra: golpe, sfascio, vergogna, comunismo, morti viventi, orsù all'arme cingiamoci la testa dell'Elmo di Scipio (prima che ce la rompano). Il Brigante, infatti, teme di finire catturato e incarcerato dai soldati democratici se il Principe e gli Allegri Compari si mettono d'accordo; inoltre ha ormai speso in donnine, lacchè e Grandi Opere tutto quello che aveva rubato ai passanti. Il Mazziniano, invece, ha altri motivi. Da quando ha visto la “luce” grazie al suo Guru, si è liberato della Ferrari e di ogni altra cosa superflua, tranne che di tracotanza e arroganza e della certezza di aver ragione. Gli Allegri Compari in genere accorrono al ben noto richiamo «Vaffa!» e riempiono le piazze agitando minacciosi gli apriscatole, ma egli teme che il Principe Idiota li convinca e che possano credere che in fondo non è tutto marcio in Danimarca. Nel frattempo, la Casta degli Intoccabili, continua a sottomettere il popolo e fargli pagare il conto dei fiumi di champagne che consuma senza dare nulla in cambio. Per evitare sorprese, grazie alla complicità di don Rodrigo Baffuto, che si finge amico del Principe (più che mai Idiota) e sabota ogni tentativo di questi, gli Intoccabili convincono il Principe a recarsi con loro a pregare Cincinnato da Napoli di tornare a condurre la Repubblica verso l'avvenire e la libertà. Il Mazziniano e i suoi uomini a 5 stelle tentano di dissuadere l'Idiota con lusinghe da sirene («Non farlo, e avrai intere praterie...») ma non riuscendovi gridano che l'avevano sempre saputo, che era tutto un complotto già deciso almeno da vent'anni, e che Cincinnato non è altro che l'oscuro regista di questa infamia.
La storia finisce con la disfatta dell'Esercito Democratico sotto i colpi del fuoco amico, dato che uno ogni quattro si dimostra traditore. Seguono l'esultanza del Brigante della foresta di Arcore per la possibilità di poter ancora depredare i viandanti e non finire incarcerato, l'esilio del Principe Idiota, e il ritorno al potere di Cincinnato, con grande delusione dei nipotini e dell'aratro. Nel frattempo, il Mazziniano e gli Allegri Compari a 5 Stelle, lungi dal disperarsi per il mancato accordo con il Principe Idiota, tuonano contro l'orribile inciucio e la ignobile Carta che permette addirittura di scegliere un leader senza prenderlo dalla rosa di ben 1 nome preparata dal Mazziniano. Poi si ritirano a Sherwood, meditando vendetta. E qui si capisce che ci sarà un sequel. Riuscirà il Brigante a vincere ancora? Riusciranno i nostri eroi stellati a aprire le gabbie del popolo senza farsi dare una mano da nessuno? E soprattutto, riuscirà il popolo ad attribuire la colpa ai politici di tutto il male esistente e poi continuare a distruggere il proprio Paese? Non perdetevi l'avvincente seguito de “La Penisola della paura”.

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